8 Dicembre 2017 Dott.ssa Rebecca Silvia Rossi

L’effetto nocebo in psicoterapia

Spesso si sente parlare dell’effetto placebo, situazione nella quale le condizioni mediche di un paziente migliorano per la convinzione di aver assunto un farmaco, che in realtà non ha principio curativo.

Esiste anche l’effetto contrario, “effetto nocebo”. I meccanismi che stanno alla base dell’effetto nocebo equivalgono a quelli del placebo, alla rovescia. Mentre quest’ultimo incentiva la reazione immunitaria dell’organismo, il nocebo causa un suo calo.

Una profezia che si autoavvera?

Questo fenomeno potrebbe considerarsi una sorta di profezia che si auto avvera. Spesso, infatti, pensieri negativi si trasformano in esiti veritieri.

  • “Questa situazione non cambierà mai” è il miglior modo per non farla cambiare. Non è la situazione in sé a dover cambiare ma il nostro modo di vederla, di interfacciarci con essa.
  • “Dopo quello che mi è successo non sarò più felice” è un pensiero che porta a comportarsi secondo questa convinzione, privandosi di cose che potrebbero rendere felici.
  • “Senza una promozione la mia vita non avrà più senso” crea ansia e conseguente diminuzione delle prestazioni lavorative, cosa che probabilmente porterà a non ottenere la promozione sperata.

Questi sono tre semplici esempi di come l’effetto nocebo possa anche derivare da quel che noi stessi pensiamo, non solo da medicinali prescritti o da quanto qualcun altro dice.

Le basi biologiche del placebo

Dai risultati di recenti studi, sembra che l’effetto placebo/nocebo abbia basi biologiche attestate. L’aspettativa ed il condizionamento che porta, sembra mettano in circolo degli specifici trasmettitori che imitano gli effetti attesi.

Bisognerebbe guardare queste evidenze come un grande passo verso un nuovo modo di vivere la terapia, in campo farmacologico, ma anche psicologico.

Alcuni studi di neuroimaging, infatti, hanno rilevato che la psicoterapia ha effetto anche sulle reti neurali, alla stregua di alcuni farmaci.

La psicoterapia può aiutare a modificare i pensieri che ci fanno incorrere sempre negli stessi errori, provare sempre le stesse emozioni negative. Può aiutare ad eliminare un’eventuale profezia che si auto avvera agendo sul pensiero negativo, cercando alternative assieme al paziente, creando nuove strategie di pensiero che porteranno a comportamenti più funzionali ed emozioni positive.